July 20, 2008
Wild boys always shine
Sorprendente.
Compriamo i biglietti per il concerto dei Duran Duran con quel po’ di condiscendenza che ti viene dal ricordo delle loro esibizioni live negli anni 80 e dalla consapevolezza che se io non vado piu’ alle medie da un pezzo, anche per loro il tempo e’ passato e, per quanto meravigliosi, sono pur sempre 50enni.
Invece ci ritroviamo nel mezzo di uno show veramente interessante, con Simon che ha una voce che ai tempi d’oro se le sognava, una musica che va ben oltre il compitino minimo richiesto e pubblico in delirio su pezzi che hanno fatto, che lo si voglia o no, un pezzo di storia delle musica.
Tra le perle: Simon ha studiato, sa che sono a Ravenna (minimo), che si trova in Emilia Romagna (ah pero’), che e’ la terra di Fellini (molto bene) e che la zona e’ famosa per le sue donne (letteralmente “women with big boops”). Sempre lui balla come un inglese in etilismo serio. divertito e divertente, ha sicuramente lo stesso parrucchiere di Spike, il coinquilino di Hugh Grant in Notthing Hill, mentre Nick lo hanno probabilmente chiesto in prestito al Madame Tussauds. Su John niente da dire, suona il basso divinamente e si conserva ancora moooolto bene, Andy non lo contavo negli anni 80, figuriamoci adesso, anche se piazza una paio di assoli di batteria notevoli e last but not least, la corista aveva una voce pazzesca e un completino in latex che avra’ fatto venire parecchi pensieri impuri.
Si chiude dopo 2 ore e passa con un uno due da paura, Wild boys e Rio con in mezzo cambio d’abito e Simon che esce con canotta azzurra e scritta Italia d’ordinanza e la band che attacca con Seven nation army (meglio nota come poporopopopo).
Wild boys always shine!

